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Insonnia e burnout: sonno e salute a rischio nei turnisti

19-12-2017

Andare al lavoro molto presto la mattina, finire la sera molto tardi o lavorare di notte, ha ripercussioni negative sulla qualità del riposo. E la scarsa qualità del riposo potrebbe avere conseguenze negative sulla qualità del lavoro svolto.  
Uno studio pubblicato poche settimane sul portale scientifico Wiley,  chiarisce la relazione tra rischio di burnout (una condizione psicologica seria di marcato esaurimento emotivo dovuto ad un prolungato e importante stress lavorativo) e disturbi del sonno nei lavoratori turnisti del settore sanitario
 
Lo studio 
Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università dell’Aquila ha indagato la relazione tra cattiva qualità o mancanza di sonno, sindrome del burnout e performance lavorativa, in uno studio osservazionale. In particolare sono stati esaminati, tra agosto 2014 e gennaio 2015, 315 infermieri (uomini e donne) impiegati in 39 reparti di 7 ospedali italiani. 
- La presenza di disturbi del sonno è stata indagata attraverso il principale test diagnostico riconosciuto a livello internazionale, il Pittsburgh Sleep Quality Index. Puoi eseguirlo ora su: http://www.informasonno.it/ita/test_online/pittsburg_insomnia_quality_scale.html .

- La presenza e gravità della sindrome da burnout è stata valutata con il Copenhagen Burnout Inventory, un questionario di 19 domande, validato anche in Italia, per indagare la presenza di esaurimento dovuto allo stress lavorativo. 

- La qualità del lavoro svolto invece è stata verificata secondo i parametri della Job Performance Scale, un test di autovalutazione della prestazione lavorativa che indaga più fattori (conoscenze, competenze, abilità, motivazione e opportunità), stabilendo un punteggio in base ad una precisa formula matematica.  
 
I risultati 
Per gli infermieri di entrambi i sessi, il rischio di burnout aumenta in condizioni di tensione lavorativa e in ambiti particolarmente stressanti dal punto divista emotivo, come i reparti psichiatrici, finendo per peggiorare la qualità del sonno (già messa a dura prova dai turni di notte) con conseguente peggioramento della performance lavorativa.

Lo studio ha confermato inoltre che, nel caso di lavori in turni, specie di durata pluriennale, le infermiere hanno un’incidenza di maggiore di insonnia e risvegli frequenti e sviluppano più rapidamente la sindrome da burnout.

In conclusione 
Secondo i dati IPASVI (collegio di Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia), sono oltre 500.000 gli infermieri in Italia, e oltre 100.000 soffrono di disturbi del sonno. Per l’importanza e la delicatezza della professione stessa, l’evidenza di un aumentato rischio di infortuni o errori dovuti a mancanza di sonno e burnout, è un dato davvero rilevante su cui riflettere.

Nell'ambito della medicina preventiva, anche alla luce di questo studio, è fondamentale mettere in atto iniziative di prevenzione e trattamento dei disturbi del sonno per migliorare la salute e la qualità del lavoro di tutti i professionisti in ambito sanitario: personale infermieristico ma anche medici, tecnici e ausiliari.

Oltre alle centinaia di migliaia di lavoratori turnisti italiani, appartenenti ai settori pubblico e privato, dalle forze dell’ordine, agli autisti dei mezzi di trasporto, solo per citare due esempi, per i quali vale lo stesso principio: tutelare la salute del sonno significa migliorare il benessere e la qualità della vita dei lavoratori ma anche proteggere la sicurezza dell’intera popolazione. 

Se sei un turnista visita: Sindrome del turnista e scopri come riposare meglio, di notte e di giorno! 
Per dubbi e domande scrivi ai nostri specialisti del sonno attraverso La posta di Dormilio!

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