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Dormire poco riduce la fertilità nell’uomo: Lo studio clinico

10-10-2017

Poche settimane fa ci siamo occupati di quanto la carenza di sonno influenzi le secrezioni ormonali femminili, analizzando nel dettaglio le conseguenze del sonno insufficiente sulla fertilità nella donna. 
Oggi, alla luce di un recente studio clinico, facciamo il punto su mancanza di sonno e riduzione della fertilità anche nell’uomo. 


Lo studio 

Pubblicato per la prima volta lo scorso Aprile, sull’autorevole portale scientifico National Center for Biotechnology Information, lo studio clinico prospettico “sleep deprivation and sperm health” ha esaminato in dettaglio come andare a letto tardi e dormire poco alteri la salute riproduttiva maschile

La ricerca è stata condotta dai medici del dipartimento di ginecologia e ostetricia della Harbin Medical University cinese ed ha coinvolto 981 volontari maschi di età compresa tra 18 e 50 anni, che sono stai seguiti per un periodo di tempo di 6 mesi, tra il 2013 ed il 2014. 

I ricercatori hanno suddiviso i partecipanti allo studio in 3 gruppi in base a 2 criteri: 

1. Orario di addormentamento 
- Gruppo A: tra le 20 e le 22 
- Gruppo B: dopo le 22 
- Gruppo C: dopo mezzanotte 
 
2. Durata complessiva del sonno 
- Gruppo 1: meno di 6 ore 
- Gruppo 2: tra 7 e 8 ore 
- Gruppo 3: oltre 9 ore 

Durante la sperimentazione sono state osservate le caratteristiche e le variazioni del liquido seminale, con particolare attenzione a morfologia, numero, sopravvivenza e motilità degli spermatozoi ed alla produzione di “anticorpi anti spermatozoi” (ASA in inglese) la cui presenza in numero o titolo elevato è considerata una causa “immunologica” di infertilità nell’uomo. 

Questi dati sono stati quindi valutati in relazione ai “modelli di sonno” dei gruppi sopra citati. 

 

I risultati 

Il numero complessivo e la sopravvivenza degli spermatozoi sono risultati ridotti nei volontari con meno di 6 ore di sonno a notte e una riduzione ancora più marcata è stata osservata nel gruppo C1 (addormentamento dopo mezzanotte e durata del sonno inferiore a 6 ore). 

La motilità degli spermatozoi, un altro criterio molto importante quando si indaga la capacità procreativa nell’uomo, è invece ridotta solo nei “dormitori brevi” o "short sleepers" (Gruppo 1), mentre risulta normale nei gruppi con 2 e 3. 

Un peggioramento generale della salute procreativa è stato osservato nei volontari del gruppo C (con orario abituale di addormentamento dopo mezzanotte), rispetto ai gruppo A e B, anche a parità di ore di sonno dormite. 

Infine, negli short sleepers (gruppo 1), anche la presenza di anticorpi anti spermatozoi, risulta decisamente aumentata, con conseguenze negative sulla motilità degli spermatozoi stessi e sulla loro capacità di interazione con gli ovociti (i gameti femminili).  

Un elevato titolo ASA rende la procreazione davvero difficile
 
La conclusione 

Sono molte le coppie giovani e meno giovani che intraprendono percorsi diagnostici e terapeutici nel tentativo di concepire. 
Analogamente a quanto accade per le donne, è importantissimo anche per gli aspiranti futuri papà mantenere uno stile di vita sano ed effettuare i controlli medici necessari per escludere o trattare eventuali disturbi o malattie in grado di ridurre le probabilità di procreare. 

E come accade ormai per molti aspetti della salute fisica e psichica, anche la fertilità dell’individuo e della coppia, viene influenzata dalla quantità, dalla qualità e dalle abitudini del sonno. 

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