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OSAS e disfunzioni metaboliche: Il primo studio sul sonno

07-11-2017

Sovrappeso, obesità, diabete, colesterolo alto, ipertensione, sono condizioni che affliggono uomini e donne in tutto il mondo, in particolare nei paesi più industrializzati e quando sono presenti insieme, vengono indicate dalla comunità scientifica con il termine di “sindrome metabolica”
Se la notte russi molto e spesso smetti di respirare, fatichi a tenere sotto controllo il peso e magari sei iperteso, allora l’argomento interessa anche te! 

Apnee notturne, obesità, diabete, ipertensione: un pericolo per la vita! 

Esistono alcune correlazioni tra una malattia del sonno, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), l'obesità patologica, il rischio di sviluppare diabete e patologie cardiovascolari: 
- Le apnee notturne sono molto frequenti nelle persone in forte sovrappeso, perché l’adipe in eccesso attorno al collo, riduce o impedisce il transito della aria da naso e bocca verso i polmoni, specie la notte mentre si dorme in posizione supina. 
La conseguenza più comune è il forte russamento, interrotto da momenti di apnee, come spiegato nell’approfondimento sindrome della apnee ostruttive del sonno (OSAS).

- L’OSAS moderata o grave è più frequente in persone affette da sindrome metabolica ed il mix delle due condizioni aumenta di oltre 5 volte il rischio di infarto miocardico e ictus anche in giovane età. 
Per questo da sempre gli specialisti di medicina interna, pneumologia e medicina del sonno hanno indagato la correlazione tra OSAS e malattie cardiovascolari in cerca di risposte ad una domanda molto importante: L’OSAS è causa, conseguenza o semplice fattore concomitante a gravi manifestazioni acute come infarto e ischemia cerebrale?  

OSAS e malattie cardiovascolari: lo studio sul sonno 

A settembre, il Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ha pubblicato uno studio clinico, condotto da un team di ricerca della Società di Endocrinologia presso l’Università di Oxford, che presenta una particolarità rispetto ai precedenti: è stato il primo ad essere condotto durante il sonno. 
A 31 volontari a maggioranza uomini affetti da OSAS moderata o grave, in terapia con CPAP (il dispositivo di ventilazione a pressione positiva usato nel trattamento dell'OSAS), di età media 50 anni, sono stati rilevati alcuni parametri significativi per il rischio cardiovascolare: 
- Acidi grassi liberi nel sangue (FFAs) 
- Glicemia, il livello di zucchero (glucosio) nel sangue 
- Insulina, l’ormone prodotto dal pancreas per ridurre i livelli di glucosio plasmatico ed evitare l’iperglicemia. 
- Livelli di cortisolo: un ormone secreto dalla ghiandola surrenale in condizioni di stress, capace di aumentare frequenza cardiaca, respiratoria e anche la glicemia. 
 
La rilevazione di tali indicatori è stata fatta non durante la veglia, come in tutti gli studi clinici precedenti ma durante il sonno notturno, 1 notte con la CPAP ed 1 notte senza. Tra le 2 rilevazioni sono trascorse 48 ore. 

I risultati 

Come più volte abbiamo evidenziato anche nei nostri approfondimenti su OSAS e malattie cardiovascolari, in caso di apnee moderate o gravi, il sonno risulta talmente frammentato da simulare una condizione di fatica e stress nell’organismo simile a quella che si avrebbe praticando uno sport per tutta la notte

Non stupisce quindi che nei partecipanti allo studio clinico siano stati rilevati: 
- Aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa (stress cardiovascolare) 
- Aumento dei valori di FFAs, soprattutto del colesterolo LDL (quello comunemente detto “cattivo”) 
- Aumento dei livelli di cortisolo (ormone dello stress) 
- Aumento dei livelli di glucosio, nei pazienti affetti d diabete  
- Aumento dei livelli di insulina nei pazienti non diabetici. Quest’ultimo fenomeno è particolarmente temibile poiché rappresenta il primo passo verso un fenomeno detto insulino-resistenza, tipico del diabete di tipo 2. 
 
Le modificazioni registrate durante il sonno, hanno indotto i ricercatori a parlare dell’esistenza, nelle persone affette da OSAS, di una sindrome metabolica “indotta dal sonno”.  

Conclusioni 
Esistono due realtà già scientificamente appurate: Ognuno di noi trascorre 1/3 della propria vita dormendo e le patologie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello mondiale. 
Per tali ragioni, essere arrivati a capire perché e in che modo l’OSAS sia la causa un marcato stress cardiovascolare, è una scoperta davvero rilevante e fondamentale per monitorare in modo più stringente chi soffre di apnee del sonno e ridurre il rischio di fenomeni acuti e gravi come infarto ed ictus. 
 

 

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